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PRESENTATO IL CATALOGO DELLE OPERE DI PALAZZO COMITINI – Palermo 19.01.2024

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Questa mattina, presso la Sala Martorana di Palazzo Comitini, il sindaco metropolitano di Palermo, Roberto Lagalla, ha presentato alla stampa il volume, edito dalla Città Metropolitana di Palermo, dal titolo “La Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Comitini”, frutto di una campagna di catalogazione a cura della critica e storica dell’arte Giusi Diana.

«È una collezione che è il risultato di una virtuosa stratificazione, avvenuta nel corso degli anni e degli ultimi due secoli, che documenta la ricchezza del patrimonio della Città Metropolitana di Palermo. Occorreva da tempo una catalogazione completa che rendesse omaggio alle opere racchiuse in questo splendido Palazzo e permettesse un’ampia diffusione di queste testimonianze artistiche. Un complimento sentito lo rivolgo all’autrice ma anche all’attenzione che molti presidenti della Provincia, nel corso del tempo, hanno posto all’arricchimento della collana artistica, scultorea e pittorica di Palazzo Comitini». Così dichiara il sindaco metropolitano, Roberto Lagalla.

«Siamo orgogliosi della realizzazione di questo Catalogo che, sono certo, contribuirà ad una maggiore conoscenza delle prestigiose opere raccolte all’interno di Palazzo Comitini. E’ il risultato di un lungo e attento lavoro condotto dall’autrice Giusi Diana e supportato magistralmente dall’occhio fotografico di Sandro Scalia, che ringrazio per il prezioso contributo e rivolgo un ringraziamento particolare agli artisti intervenuti che hanno voluto intervenire e ai rappresentati degli archivi degli artisti presenti in sala». Lo ha dichiarato il direttore generale Nicola Vernuccio.

«Il volume abbraccia un arco temporale che va dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Duemila, con 81 schede di catalogo. A partire dagli anni Venti del 900, la Provincia dopo avere acquisito il Palazzo, insieme alla prefettura, ivi ospitata, iniziò l’acquisizione delle opere. La collezione comprende dipinti e sculture di particolare rilievo come “Adamo ed Eva” di Lia Pasqualino Noto, “donne alla fontana” di Renato Guttuso e un’opera futurista di Pippo Rizzo, fino ad arrivare ad artisti contemporanei come Michele Canzoneri, Salvatore Provino e Paolo Madonia”. Così dichiara Giusi Diana.

Ufficio stampa città metropolitana di Palermo

PIPPO RIZZO Paesaggio-Luce-Estate 1928, olio su tavola 57 x 96 cm

Il fondo Pippo Rizzo consultabile sul catalogo OPAC della Galleria Nazionale di Roma

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A seguito della donazione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’intero fondo è stato oggetto di un importante lavoro di digitalizzazione e metadatazione, seguito dalla pubblicazione sul catalogo dell’OPAC (Online Public Access Catalogue)  di un’imponente quantità di documenti, consultabili cliccando direttamente al seguente link: 

https://opac.lagallerianazionale.com/gnam-web/fondi/tree/IT-GNAM-ST0042-000001/IT-GNAM-ST0042-000282

Il fondo è costituito da un materiale eterogeneo per tipologia e cronologia – dai primi del Novecento fino ai nostri giorni – ed è in grado di raccontare tanto la sfera professionale che quella personale, comprendendo circa 700 riproduzioni fotografiche di sue opere (alcune delle quali importantissime, poiché unica testimonianza di lavori purtroppo dispersi), centinaia di fotografie che ritraggono l’artista nelle varie fasi della vita, i suoi familiari, gli amici artisti (tra cui Varvaro, Leo Castro, Bevilacqua, Corona e Marinetti), la Casa d’Arte Futurista (un unicum in tutto il sud Italia), lo studio palermitano, ma anche gli allestimenti di mostre (es. la I Mostra Internazionale d’Arti Decorative di Taormina del 1928, Biennali di Venezia) e di altri eventi (es. l’allestimento della Camiceria Di Fresco a Palermo) e oltre 500 tra diapositive, negative, lastre fotografiche e matrici su zinco. Imponente è anche la sezione dedicata alla corrispondenza con circa 200 record tra documenti e lettere e oltre 150 cartoline che spaziano da quelle d’amore e intimità̀ inviate all’amata fidanzata, poi moglie, Maria Carramusa tra il 1918 e il 1921, a quelle più note spedite nel 1925 da Giacomo Balla, in occasione della Mostra d’Arte Primaverile, e nel 1928 da Filippo Tommaso Marinetti, in riferimento ad una conferenza che avrebbe tenuto su Boccioni al Teatro Garibaldi di Trapani. Colonna portante dell’Archivio è il materiale a stampa, costituito da oltre 1200 articoli di giornali, di cui circa la metà raccolti e ordinati a partire dal 1930 all’interno del cosiddetto ‘librone’ dallo stesso artista, sulla scia degli altri compagni d’avventura futurista. A questi si aggiungono le raccolte, in parte inedite, di materiale di documentazione autopromozionale e pubblicitaria realizzate da Rizzo, di materiale a stampa edito in occasione di esposizioni o concernente argomenti di carattere artistico nonché́ la preziosa sezione di incisioni (principalmente acqueforti), che testimoniano il forte interesse dell’artista per questa modalità espressiva. Fondamentali ai fini di studio e ricerca sono anche gli oltre 400 cataloghi, saggi e libri dedicati a Pippo Rizzo, alle sue mostre e al Futurismo in generale – alcuni molto rari – confluiti nell’Archivio.

Il fondo Pippo Rizzo è il frutto di una stratificazione di storie e di generazioni. Inizia il suo percorso all’inizio degli anni Venti del Novecento con lo stesso artista che comincia una raccolta ordinata di documenti che lo riguardano, principalmente materiale a stampa, per infittirsi di fotografie e cataloghi dagli anni Trenta in poi. Alla morte di Rizzo, nel 1964, il testimone della sua conservazione e tutela passa prima alla moglie Maria Carramusa, e poi alle figlie Elica ed Alba, quest’ultima in particolar modo ha proseguito con dedizione un minuzioso lavoro di raccolta, conservazione e divulgazione scientifica di tale materiale. Dal 2013, a seguito della morte delle sorelle Rizzo, gli eredi, Riccardo Gueci, Sergio Amorello e Giulia Gueci, hanno costituito un’associazione culturale, denominata per l’appunto Archivio Pippo Rizzo, con l’obiettivo di perseguire le azioni di ricognizione, raccolta e riordino del fondo archivistico al fine di assicurare una corretta tutela e valorizzazione tanto del nome di Rizzo quanto della sua produzione artistica. In quest’ottica e con l’intento di ampliare e rafforzare le possibilità di approfondimento e ricerca della sua attività, nel 2022 l’Archivio nella sua interezza, fino a quel momento conservato a Palermo in due sedi differenti, è stato riunito e donato alla Galleria Nazionale di Roma, in modo da permettere una conservazione più opportuna e a lungo termine, favorendone inoltre la conoscenza a 360 gradi ai fini di studio e ricerca.

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Roma 30.11.2023 – 4.02.2024

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La mostra PIPPO RIZZO. Palermo / Roma andata e ritorno, a cura di Nicoletta Boschiero e Giulia Gueci, che inaugura alla Galleria Nazionale giovedì 30 novembre, racconta il percorso dinamico di un artista versatile quale fu Pippo Rizzo (Corleone 1897 – Palermo 1964) che, per sua stessa definizione ‘irrequieto’, trovò nel cambiamento la propria coerenza, ovvero, l’essenza della propria cifra stilistica. 

Attraverso il materiale d’archivio – documenti, libri e fotografie inedite del Fondo Pippo Rizzo, recentemente donato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – e grazie al dialogo con le opere di altri artisti del Novecento a lui affini, l’iter espositivo fa emergere la centralità dell’asse Palermo/Roma nella definizione del linguaggio di Rizzo. La mostra mette infatti in evidenza come i costanti spostamenti da una città all’altra – dalla primissima formazione alla fine degli anni Dieci fino agli ultimi anni della sua vita in qualità direttore dell’Accademia di Belle Arti – abbiamo determinato non soltanto ispirazioni e sollecitazioni creative nell’artista, ma anche un vero e proprio network relazionale, che risulterà cruciale per l’atmosfera culturale del tempo, permettendo la diffusione in Sicilia prima del Futurismo e poi della corrente del Novecento. Pippo Rizzo è stato di fatto il fulcro, teorico e pratico, di tale network ponendosi come ponte di raccordo fra la Sicilia e il resto d’Italia, come stimolatore di connessioni e scambi culturali. 

L’impianto di mostra ha l’intento di mettere in evidenza l’attività di Pippo Rizzo in primis come leader del Futurismo in Sicilia, connettendo la sua esperienza ad una dimensione nazionale più ampia, ponendo cioè l’attenzione sulle analogie delle coeve sperimentazioni degli altri protagonisti del Movimento, da Balla a Depero, da Prampolini a Bragaglia. Raccontare, altresì, i “suoi” anni Trenta tra la capitale e Palermo, ovvero il suo approdo alla corrente del Novecento, in particolare i legami con la Sarfatti e le affinità con Carlo Carrà, ma anche il suo impegno come critico, intellettuale e promotore culturale di quegli anni, dalla collaborazione con il giornale “L’Ora” al ruolo di Segretario del Sindacato fascista degli artisti siciliani. 

E infine, come un cerchio che si chiude, l’esposizione propone un focus sulla sua ultima, meno conosciuta, fase stilistica: la serie dei cosiddetti Omaggi, realizzati da Rizzo dal secondo Dopoguerra in poi, e la produzione scultorea, per la prima volta esposta e frutto dei suoi ultimissimi anni di produzione. 

Gli Omaggi, in particolare, sono dipinti in cui il citazionismo di opere di arte contemporanea si intreccia ad una dimensione intima, domestica, e si alterna alle suggestioni dell’Opera dei Pupi siciliani. In quegli anni, quella ironia sempre presente in filigrana nel lavoro di Rizzo emerge con prepotenza determinando un surreale crossover fra i grandi capolavori del XX secolo (da Picasso a Matisse, da Mondriaan a Capogrossi), le gesta dei paladini di Francia e un insolito pubblico di carabinieri in alta uniforme, giovani marinai e silenziose suorine. 

Dalla stagione futurista, così totalizzante e veloce, che si manifesta nella versatile produzione della Casa d’arte Pippo Rizzo a Palermo (un unicum in tutto il sud Italia) a quella novecentesca, fatta invece di stasi e attese, fino all’ultimo periodo che mixa con disinvoltura passato, presente e futuro, Rizzo ha attraversato il secolo scorso mettendosi costantemente in discussione, sperimentando linguaggi e forme, sistematicamente superate una volta metabolizzate, senza mai perdere in coerenza, anzi trovando proprio in questa continua esigenza di cambiamento la propria integrità. 

Le opere, provenienti da collezioni private e prestigiose istituzioni, oltre al significativo nucleo di opere appartenente alla collezione della Galleria Nazionale stessa, arrivano principalmente da Palermo, sia dalla Fondazione Sicilia che dalla GAM-Galleria d’Arte moderna, ma anche dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma e di Latina, dalla Venaria Reale di Torino e per quello che concerne i compagni di viaggio di Rizzo, come Depero, dal Mart di Rovereto. 

In mostra sono quindi esposti i celebri Treno in corsa già presente nel 1926 alla Mostra regionale d’arte presso villa Gallidoro a Palermo e nella sala futurista della IV Biennale di Reggio Calabria, e Lampi (1926) col quale Rizzo partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia e alla mostra “Die Abstrakten” di Berlino. E ancora, I Mobili e il Salottino futurista “volutamente scomodo per visite brevi”, per citare le stesse parole dell’artista, realizzati per la sua Casa d’arte insieme ad altri pezzi di arredo come il tappeto Fioritura di un garofano (1925) e I portatori d’uva (1927). 

Molto significativi alcuni ritratti e paesaggi della sua produzione novecentesca degli anni Trenta e Quaranta, come ad esempio Purosangue del 1930, che fu esposto a Buenos Aires nel ’30 nella grande mostra organizzata da Margherita Sarfatti (in cui Rizzo è l’unico siciliano insieme a Bevilacqua), e Dipartita, dello stesso anno, esposto alla I Quadriennale di Roma, organizzata da Cipriano Efisio Oppo. Diversi sono infine i lavori della serie degli Omaggi come Omaggio a Capogrossi del ’57 e Omaggio a Carrà del ‘62. 

Il percorso di mostra permette un’ampia lettura della trasversale attività di Rizzo grazie alla costante e preziosa presenza di un ingente materiale documentale e fotografico, che l’Archivio Pippo Rizzo – fondato nel 2013 dagli eredi dell’artista – ha deciso di donare nella sua totalità alla Galleria Nazionale di Roma e la cui mostra Pippo Rizzo. Palermo/ Roma andata e ritorno segna l’annuncio ufficiale. In occasione dell’inaugurazione della mostra il fondo archivistico Rizzo, catalogato e digitalizzato nel corso degli scorsi mesi, sarà reso fruibile e pubblicato nel sito dell’OPAC (Online Public Access Catalogue). 

In linea con le istanze dell’Archivio Pippo Rizzo, ovvero quelle di favorire attività di studio e ricerca del fondo al fine di assicurarne, oltre che la corretta conservazione e tutela, un’adeguata valorizzazione, nel settembre 2022 è infatti stato siglato un accordo di donazione fra gli eredi Rizzo – Riccardo Gueci e Sergio Amorello, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Archivio Pippo Rizzo –, con La Galleria Nazionale che, oltre ad ospitare la mostra in oggetto, pubblicherà un catalogo realizzato in collaborazione con l’Archivio stesso.

https://lagallerianazionale.com/mostra/pippo-rizzo-palermo-roma-andata-e-ritorno

Il Futurismo meridionale in mostra a Palazzo Lanfranchi

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Dal 20.10.2023 al 10.01.2024Palazzo Lanfranchi ospita la mostra “Futurismo Italiano. Il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento”, promossa e organizzata dal Museo Nazionale di Matera in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Veneto.

In esposizione più di 130 dipinti, sculture e disegni provenienti da musei pubblici, fondazioni, archivi e collezioni private. Completano il percorso documenti d’archivio editi e inediti provenienti da diverse istituzioni nazionali.

Con l’allestimento di questa nuova mostra, Matera diviene il centro nevralgico del Futurismo meridionale: attualmente, infatti, presso il MUSMA è ospitata l’opera Forme uniche della continuità nello spazio (1913) di Umberto Boccioni, una scultura iconica del futurismo italiano, per il quale funge da simbolo e manifesto.

In Esposizione: Il nomade, Pippo Rizzo (1929)

Informazioni sulla mostra

Le opere arrivano quindi da tutta Italia, permettendo così alla mostra di attraversare uno spazio animato non solo dai futuristi nati e vissuti nel Mezzogiorno, ma anche da tutti i futuristi italiani che negli eventi e manifestazioni svoltesi in quel grande “luogo” parteciparono attivamente da protagonisti.

Accanto ai nomi dei protagonisti quali Boccioni, Balla, Severini, Carrà, Depero, Prampolini, Dottori, Benedetta ci sono anche quelli di personaggi meno noti ma non meno significativi come Roherssen, Bologna e Castellana.

Per quanto riguarda gli aeropittori, sono presenti opere di numerosi futuristi le cui peculiarità furono declinate da Marinetti stesso nel 1939: Prampolini e Crali inseriti nella “Aeropittura stratosferica cosmica biochimica”; Fillia e Diulgheroff nell’ “Aeropittura essenziale, mistica ascensionale simbolica”; Dottori, Benedetta, Bruschetti, Peruzzi, Tano e Angelucci in quella trasfiguratrice lirica spaziale; Tato nella “sintetica e documentaria”. Opere di Dottori, Fillia e Bruschetti rappresentano l’Arte Sacra Futurista, codificata dal manifesto del 1931.

Oltre all’Aeropittura, negli sviluppi futuristi si manifesta la tendenza meccanicistica che viene rappresentata da opere di Depero, Pannaggi e Prampolini che manifesterà poi l’idealismo cosmico, presupposto dell’astrattismo. Particolare attenzione è riservata in mostra, guardando specificatamente al Meridione, ai “Circumvisionisti”, il gruppo dei futuristi campani attivi già dal 1914: pittori, poeti paroliberi, scrittori e intellettuali che animarono la presenza futurista a Capri e Napoli. Vengono così presentate opere dei fratelli Francesco e Pasqualino CangiulloBuccafusca, Cocchia, Peirce, LeporeMaino protagonisti di un percorso culturale che dal Futurismo giunge al teatro napoletano di Antonio De Curtis.

Un focus è riservato al contributo al Futurismo della Lucania: ad essere esposte sono due rarissime opere di Joseph Stella, nativo di Muro Lucano, ma trasferitosi a 19 anni negli Stati Uniti, definito “il primo futurista d’America”.

Nel catalogo – sottolinea il curatore della mostra, Massimo Duranti – nell’ambito degli esiti della ‘Ricostruzione futurista dell’Universo’, è richiamato il manifesto del 1915, firmato da Giacomo Balla e Fortunato Depero, che segna la continuità e l’evoluzione della prima stagione ‘eroica’ del Futurismo e che teorizzava l’interesse del movimento per ogni forma di espressività e dunque letteratura, poesia, cinema, teatro, musica, arredo, cucina. Per questo motivo, una sezione della mostra è dedicata alle arti applicate: mobili, arazzi, abiti, maioliche. Importante è la presenza dell’‘Intonarumori’ di Russolo, nella ricostruzione di Pietro Verardo che ripropone sonoramente l’invenzione del futurista in materia di musica-non musica. Accanto a questo apparato e sempre in materia musicale, vengono esposti gli spartiti, conservati al Conservatorio di musica Lorenzo Perosi di Campobasso, di Nuccio Fiorda”.

Artisti allo specchio – Mostra on line a cura di MariaTeresa Chirico – da LUNEDI’ 24 OTTOBRE 2022

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Siamo molto felici di segnalarvi la mostra online
Artisti allo specchio,
a cura di Mariateresa Chirico
Visibile da LUNEDI’ 24 OTTOBRE 2022
Per visitare la mostra: https://aitart.it/mostre/artisti-allo-specchio

Pippo Rizzo, Il Nomade, olio su tela, 1929

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Our mailing address is:
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Protocollo d’intesa fra l’Archivio Pippo Rizzo e l’Accademia di Belle Arti di Palermo

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Lo scorso settembre il presidente dell’Archivio Pippo Rizzo, Riccardo Gueci, e il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Umberto De Paola, hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato alla programmazione e organizzazione di eventi artistico-culturali e didattico-formativi connessi alla figura di Pippo Rizzo, con l’intento precipuo di proporre un approfondimento del suo ruolo nella definizione del sistema dell’arte locale e di indagare maggiormente il contributo dell’artista nel panorama nazionale e internazionale.  

Le due istituzioni si confronteranno, quindi, nel comune di intento di valorizzare uno dei protagonisti più rappresentativi del Novecento siciliano, impegnandosi a promuovere, ciascuno per la propria competenza, un interscambio di conoscenze e di collaborazioni per la realizzazione di attività culturali, formative e di ricerca, e per l’organizzazione e promozione di eventi e mostre in diversi luoghi della città di Palermo e non soltanto.

Asse portante di questa tanto attesa collaborazione – frutto di diversi mesi di lavoro – sarà l’organizzazione di stage, tirocini, seminari, conferenze e workshop con e per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo al fine di creare un network intergenerazionale e trasversale di formazione e valorizzazione dell’educazione e della cultura. Attraverso il coinvolgimento delle energie del territorio – dagli studenti ai professionisti del settore, dagli artisti al pubblico degli appassionati – l’idea sottesa alla partnership è la progettazione di attività pensate appositamente per il territorio e mirate a rafforzarne e valorizzarne l’identità culturale su più livelli di fruizione.

Il protocollo di intesa prevedrà, più nello specifico, l’attivazione di azioni di tutela, archiviazione e digitalizzazione del patrimonio artistico del maestro Rizzo, conservato all’interno di collezioni pubbliche e private sul territorio nazionale, supportando l’attività di ricerca e la pubblicazione di cataloghi con documentazione fotografica e apparati scientifici.
Sfruttando inoltre le competenze digitali degli studenti dell’Accademia in merito all’utilizzo delle nuove tecnologie dell’arte si porteranno avanti progetti audio-video votati alla creazione di una nuova e più contemporanea narrazione della figura di Rizzo e della sua pluridecennale produzione artistica.



Per maggiori informazioni
www.archiviopipporizzo.it
www.accademiadibelleartidipalermo.it
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Train Zug Treno Tren. Voyages imaginaires

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MCBA Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna
per l’evento inaugurale del nuovissimo distretto culturale
Plateforme10.

La mostra Train Zug Treno Tren. Voyages imaginaires – che apre al pubblico il 18 giugno 2022 al MCBA di Losanna, curata da Camille Lévêque-Claudet –, con oltre 60 capolavori di una straordinaria gamma di artisti, da Giorgio de Chirico e Edward Hopper a Paul Delvaux e Leonor Fini, focalizza e disamina l’epopea ferroviaria, tra celebrazione e critica della modernità. La ferrovia, sebbene inseparabile dall’ideologia del progresso che pulsa attraverso l’era industriale, è stata interpretata nel corso della storia dell’arte come generatrice di effetti ambivalenti: eccitanti e sorprendenti, ma anche illusori e dolorosi.

In mostra i treni incarnano sia il razionale che l’irrazionale. Il Treno notturno in corsa di Rizzo del 1926 – collocato in una posizione cruciale del percorso espositivo – conduce lo spettatore nella passione ardente per l’evoluzione delle cose, nel viaggio inarrestabile verso il futuro, reale e immaginario.  
Il MCBA si trova all’interno di PLATEFORME 10, ovvero nel nuovissimo quartiere delle arti nei pressi della stazione ferroviaria di Losanna, dove si condensano i più importanti musei della città – Musée cantonal des Beaux-arts (MCBA), the Musée de l’Elysée and the Mudac Museo del Design – con l’intento di creare una vera e propria piattaforma culturale multidisciplinare che, combinando insieme pittura, fotografia, musica, cinema, architettura, oggetti d’arte e di design, superi le barriere fisiche di ciascuna delle istituzioni presenti in loco per conferire alla città un’energia nuova e altamente attrattiva.
 
Le tre mostre, ideate da ciascuno dei musei di Plateforme 10 – visitabili dal 18 giugno al 25 settembre 2022 – hanno l’intento di arricchire la metafora della storia ferroviaria, rendendo omaggio all’antica vocazione del sito nelle immediate vicinanze della stazione di Losanna, storico unico scalo per il mitico Venice-Simplon-Orient-Express.

Per maggiori informazioni:
https://plateforme10.ch
https://www.mcba.ch

Tracks to Modernity – Europalia Arts Festival – Bruxelles – Royal Museum of Fine Art of Belgium 15.10.2021 – 13.02.2022

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Europalia Arts Festival ha ospitato al Royal Museum of Fine Art di Bruxelles la mostra “Tracks to Modernity”. Quest’ultima ha offerto un percorso artistico e storico sul tema del treno, inteso come potente simbolo di modernità nel XXI secolo, attraverso le opere dei maggiori protagonisti dell’Ottocento e del Novecento come Monet, Caillebotte, Spilliaert, Boccioni, Severini, Léger, De Chirico, Mondrian e Magritte. Fra i capolavori esposti spicca il “Nomade” del 1929, iconica opera del maestro del Futurismo siciliano Pippo Rizzo (Corleone 1897 – Palermo 1964), capace di condensare in sé forza, solidità e slancio ottimistico verso il futuro.

https://europalia.eu/en/trains-and-tracks/events/tracks-to-modernity

La scuola rende omaggio a Pippo Rizzo

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L’ Istituto Comprensivo Beato Don Pino Puglisi, Scuola secondaria di Godrano e Villafrati, nell’ambito delle attività del Laboratorio pomeridiano di potenziamento di arte, anno scolastico 2020/21, condotte dal Prof. Giuseppe Spina ha realizzato un “BOZZETTO FUTURISTA”.

Partendo da un bozzetto futurista di cm 4 x 10

Si è provveduto a sviluppare un pannello di cm 80 x 180 cm. Con il cartone ondulato ad ogni area stato assegnato un ritmo, un’altezza in spessore, ritagliando e incollando più volte le sagome delle parti relative. Infine per assegnare i colori che richiamassero morfemi tipici della corrente futurista, i ragazzi hanno ridisegnato a mano libera il pannello ancora neutro, per consentire ad ognuno di operare le opportune prove di colore. Tecnica cartone ondulato e colla vinilica su pannello di faesite, idropittura e vernice spray per le parti simil metalliche Opera visionata e segnalata all’Archivio Pippo Rizzo.

In continuazione con i lavori già eseguiti per “Talkscape” si è proceduto ad una reinterpretazione della produzione artistica del pittore Pippo Rizzo dal secondo dopoguerra. I carabinieri di spalle costituiscono infatti una caratteristica specifica dell’autore citato, spesso raffigurato anche nelle copertine dei libri Sellerio del mastro Camilleri.

L’adattamento unisce l’immagine nota al paesaggio iconico di Rocca Busambra  80×150 tecnica idropittura su tavola.

https://icvillafratimezzojuso.edu.it/index.php/laboratori

AitArt – Associazione Italiana Archivi d’Artista – Lunedì 22 febbraio 2021, SUL FILO DELLA MEMORIA. Incontro con L’Archivio Pippo Rizzo sulla piattaforma online Gotomeeting

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Dopo gli incontri dedicati all’Archivio Alberto Zilocchi e all’Associazione Archivio Piero Leddi, lunedì 22 febbraio 2021 alle ore 18 sulla piattaforma GoToMeeting , incontro con l’Archivio Pippo Rizzo, un’associazione culturale costituita nel 2013 a Palermo dagli eredi dell’artista, leader del Futurismo siciliano. L’Archivio porta avanti la ricognizione, la raccolta e il riordino del materiale documentale e artistico di Pippo Rizzo (Corleone, 1897 – Palemo, 1964) con l’obiettivo di incrementare i meccanismi di tutela, conoscenza e adeguata valorizzazione della sua personalità, anche in relazione ai protagonisti e alle correnti del Novecento. Si occupa anche di redarre un catalogo ragionato, che possa essere uno strumento di ricostruzione documentaria, filologica e storica della sua intera opera, fondato su una puntuale e scientifica analisi storico-sociale, iconografica, iconologica e critica.

Introduce l’incontro Filippo Tibertelli de Pisis, presidente di AitArt. Intervengono Riccardo e Giulia Gueci, rispettivamente presidente e direttrice artistica dell’Archivio Pippo Rizzo.

Video della conferenza presente nella sezione Videoteca e sul canale Youtube dell’Archivio PippoRizzo: https://www.youtube.com/watch?v=oQ4LH2AlmM0

Informazioni:

info@aitart.it 

www.aitart.it

Ufficio stampa:

Irene Guzman

irenegzm@gmail.com

Tel. +39 349 1250956  

Roberta Scorranese La Sicilia nello sguardo degli artisti e dei suoi figli 21 giugno – 5 luglio 2019 Palazzo Ciampoli Taormina (ME)

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Questa è la certezza del cuore è una frase tratta dal diario di un siciliano nato nel 1935, che a 73 anni decise di tornare a scuola per «imparare a scrivere meglio» e poter così annotare i ricordi di una vita. Il diario di Castrenze Chimento (questo il suo nome) è parte di quello scrigno conservato nell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, una grande casa della memoria che da 35 anni raccoglie, seleziona, cataloga e premia i diari delle “persone normali”. Uomini e donne, colti e semi-analfabeti, giovani o anziani: in questi diari ci sono storie che ci assomigliano perché hanno la forza della vita vissuta. La mostra prende le mosse da alcune di queste testimonianze, scelte tra quelle siciliane presenti nell’Archivio, e incrocia le loro parole e le loro storie con una preziosa selezione di dipinti delle collezioni artistiche della Fondazione Sicilia. Una mostra, dunque, che vuole attraversare metaforicamente la Sicilia in un doppio viaggio: pittorico e narrativo. Da una parte le testimonianze di siciliani del secolo scorso, molti dei quali emigranti, e dall’altra le opere di pittori come Guttuso, Catti, Marchesi. E così, per esempio, ad una tela di fine Ottocento che raffigura la Marina di Palermo, affiancheremo le parole e la vita di Calogero di Leo, nato a Lucca Sicula, nell’entroterra agrigentino, ed emigrato in America, terra che gli riserverà, sì, una biuriful laif, ma che gli regalerà pure numerose disavventure. La scelta dei dipinti ha privilegiato due filoni principali: la natura e le persone. Troviamo i paesaggi di Antonino Leto e le sagrestie di Salvatore Marchesi; le visioni di Guttuso e gli scorci agresti di Francesco Lojacono; le vedute di Francesco Zerilli e i cortei in nero di Pippo Rizzo. 

Taobuk 2019 – Arti visive

L’arte in tutte le sue sfaccettature: la storia della Sicilia, la grande fotografia letteraria e l’arte contemporanea nei luoghi più caratteristici di Taormina. 

A cura di Roberta Scorranese.

Roberta Scorranese è abruzzese di origine e milanese di adozione. Laureata  in Lettere, si è formata alla scuola di Giornalismo di Perugia. Oggi è giornalista del Corriere della Sera, dove lavora come vice caposervizio nella redazione Eventi Culturali.

Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 22.

La mostra verrà inaugurata nei locali di Palazzo Ciampoli, giorno 22 Giugno alle ore 11.

I Carabinieri nell’Arte al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri di ROMA

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La mostra –  organizzata dal Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. CA. Riccardo Amato ed il Direttore del Museo Storico dell’Arma, Gen. B. Franco Alessio Pischedda, con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – propone un percorso espositivo incentrato su differenti autori vari che, dalla seconda metà XIX e alla prima metà del XX secolo, sono stati affascinati dall’immaginario dei carabinieri.

In mostra sono, pertanto, presenti diverse opere di Pippo Rizzo che, a partire dagli anni Quaranta del ‘900, ha dedicato moltissimi lavori all’immagine degli uomini in divisa e specialmente ai carabinieri, di cui fu sempre molto affascinato.

Carabinieri Mostra

I CARABINIERI NELL’ARTE
27 febbraio – 20 marzo 2019

Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri
Piazza del Risorgimento, 46
00192 Roma

Orari di apertura:
dal martedì alla domenica
dalle 9:00 alle 13:00
Ingresso gratuito

Presentazione Libro Pippo Rizzo Dialoghi futuristi – 9 Febbraio 2019

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Il libro Pippo Rizzo. Dialoghi futuristi, edito da Glifo Edizioni, strettamente connesso all’omonima mostra svoltasi recentemente a Palermo presso la Fondazione Sicilia, offre una panoramica storico-critica approfondita sulla centralità di Rizzo nel dibattito culturale degli anni Venti in Sicilia e nel resto di Italia, sottolineando punti di contatto, scambi e ispirazioni con gli altri protagonisti del movimento futurista.

Oltre ai testi dei curatori, Giulia Gueci e Sergio Troisi, da anni studiosi di Pippo Rizzo, il libro raccoglie diversi saggi – realizzati appositamente per l’occasione – di critici e storici dell’arte esperti nel settore: Enrico Crispolti – recentemente scomparso – Eva di Stefano, Davide Lacagnina – membri del comitato dei garanti dell’Archivio Pippo Rizzo –, Antonella Purpura, Direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Palermo, e Federico Zanoner, responsabile dell’Archivio del ‘900 del Mart di Trento e Rovereto.

http://www.glifo.com/it/news/presentazione-del-catalogo-pippo-rizzo-dialoghi-futuristi-sabato-9-febbraio-2019-villa-zito-palermo

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Siamo infinitamente addolorati per la perdita, avvenuta ieri sera, 8 Dicembre 2018, a Roma, del Prof. Enrico Crispolti,
celeberrimo storico dell’arte, appassionato critico militante,
curatore dei cataloghi generali di molti dei più grandi artisti del
secondo Novecento (da Lucio Fontana a Renato Guttuso, da Enrico Baj
a Vittorio Corona) e colonna portante nello studio del Futurismo,
di cui ha curato mostre memorabili e scritto numerosissimi e
preziosi testi, non ultimo quello pubblicato nel libro dedicato al
‘nostro’ Pippo Rizzo (“Pippo Rizzo. Dialoghi futuristi”, G. Gueci,
S. Troisi, glifo edizioni). Il prof. Crispolti è stato presidente
del comitato dei garanti dell’Archivio Pippo Rizzo fin dalla sua
fondazione nel 2013, credendo nel progetto, sostenendolo e
stimolandolo con grande disponibilità e correttezza nel corso di
tutti questi anni. La sua presenza, costante e discreta, il suo
sguardo sempre acuto e veloce, i suoi consigli saggi e combattivi,
unitamente alla sua vastissima competenza e granitica
professionalità, hanno rappresentato per l’Archivio Pippo Rizzo un
supporto e un conforto insostituibile, di cui siamo infinitamente
grati. Ci mancheranno moltissimo le amabili conversazioni tra i
libri del suo archivo, le riflessioni, i suggerimenti, l’ironica
intelligenza e la determinazione instancabile che tanto ci hanno
ispirato in questi anni nella definizione del nostro stesso
archivio.

Con enorme stima. Archivio Pippo Rizzo.

IL MAESTRO E MARGHERITA – Marinetti, Sarfatti e il futurismo negli anni di regime – Rovereto e Milano 20/10/18 – 24/02/19

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A Rovereto e a Milano l’affascinante ritratto di una grande protagonista della scena culturale e politica del Novecento

Organizzata in sei sezioni tematiche, la mostra presenta cento capolavori di trenta grandi maestri come Boccioni, Bucci, Carrà, Casorati, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Morandi, Oppi, Rizzo, Rosso, Severini, Sironi, Wildt.

In particolare di Pippo Rizzo è esposto il quadro “Lampi” (1926)

Le due mostre, autonome e complementari, permettono di analizzare la complessa personalità di Sarfatti, con un affondo sull’arte degli anni Venti a Milano e una prospettiva sul ruolo di Margherita ambasciatrice dell’arte Italiana nel mondo.

Pippo Rizzo – DIALOGHI FUTURISTI 12 Luglio – 16 Settembre 2018 (prorogata al 7 Ottobre 2018)

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La mostra, a cura di Giulia Gueci (pronipote di Pippo Rizzo e storica dell’arte) e Sergio Troisi, con oltre 70 lavori tra dipinti, disegni, oggetti d’arte applicata, elementi d’arredo e documenti, si focalizza – attraverso la straordinaria attività di Pippo Rizzo – sull’esperienza del Movimento futurista in Sicilia, mettendone in evidenza la rete di relazioni, affinità elettive e scambi intellettuali tra Rizzo e gli altri artisti a lui contemporanei come Giovanni Varvaro e Vittorio Corona, ma anche Giacomo Balla e Fortunato Depero.

Asse portante dell’esposizione è la Casa d’Arte Pippo Rizzo che, sul modello di Balla e Depero, divenne a Palermo alla metà degli anni Venti fucina progettuale a 360°: laboratorio di idee e novità, dal quale venne fuori non soltanto un lessico pittorico moderno, ma anche una cospicua produzione di opere d’arte applicata, eterogenee e originali.

La mostra, nata in collaborazione con l’Archivio Pippo Rizzo, ha l’intento di creare un discorso unitario fra opere pittoriche, oggetti, fotografie e documenti per raccontare Rizzo artista, intellettuale e organizzatore culturale, ovvero il suo essere stato punto di riferimento importante per il dibattito culturale locale dell’epoca e significativo ponte di collegamento fra la Sicilia e il resto d’Italia.

POST ZANG TUMB TUUUM. ART LIFE POLITICS: ITALIA 1918–1943 18 febbraio – 25 giugno 2018

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POST ZANG TUMB TUUUM.
ART LIFE POLITICS: ITALIA 1918–1943
A cura di Germano Celant
18 febbraio  – 25 giugno 2018

La mostra esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali, partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, temporale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, nonché vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca.

Il focus su Pippo Rizzo parte da una splendida foto d’archivio in cui sono ritratte Maria Carramusa, moglie dell’artista, e la sua primogenita Elica nel salotto della “Casa d’arte Pippo Rizzo” a Palermo (1929 ca.) per esporre i mobili del salotto futurista e altrI elementi d’arredo come il tappeto “Fioritura di garofano” realizzati dall’artista negli anni Venti.

Per maggiori informazioni: fondazioneprada.org

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