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AitArt – Associazione Italiana Archivi d’Artista – Lunedì 22 febbraio 2021, SUL FILO DELLA MEMORIA. Incontro con L’Archivio Pippo Rizzo sulla piattaforma online Gotomeeting

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Dopo gli incontri dedicati all’Archivio Alberto Zilocchi e all’Associazione Archivio Piero Leddi, lunedì 22 febbraio 2021 alle ore 18 sulla piattaforma GoToMeeting , incontro con l’Archivio Pippo Rizzo, un’associazione culturale costituita nel 2013 a Palermo dagli eredi dell’artista, leader del Futurismo siciliano. L’Archivio porta avanti la ricognizione, la raccolta e il riordino del materiale documentale e artistico di Pippo Rizzo (Corleone, 1897 – Palemo, 1964) con l’obiettivo di incrementare i meccanismi di tutela, conoscenza e adeguata valorizzazione della sua personalità, anche in relazione ai protagonisti e alle correnti del Novecento. Si occupa anche di redarre un catalogo ragionato, che possa essere uno strumento di ricostruzione documentaria, filologica e storica della sua intera opera, fondato su una puntuale e scientifica analisi storico-sociale, iconografica, iconologica e critica.

Introduce l’incontro Filippo Tibertelli de Pisis, presidente di AitArt. Intervengono Riccardo e Giulia Gueci, rispettivamente presidente e direttrice artistica dell’Archivio Pippo Rizzo.

Video della conferenza presente nella sezione Videoteca e sul canale Youtube dell’Archivio PippoRizzo: https://www.youtube.com/watch?v=oQ4LH2AlmM0

Informazioni:

info@aitart.it 

www.aitart.it

Ufficio stampa:

Irene Guzman

irenegzm@gmail.com

Tel. +39 349 1250956  

Roberta Scorranese La Sicilia nello sguardo degli artisti e dei suoi figli 21 giugno – 5 luglio 2019 Palazzo Ciampoli Taormina (ME)

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Questa è la certezza del cuore è una frase tratta dal diario di un siciliano nato nel 1935, che a 73 anni decise di tornare a scuola per «imparare a scrivere meglio» e poter così annotare i ricordi di una vita. Il diario di Castrenze Chimento (questo il suo nome) è parte di quello scrigno conservato nell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, una grande casa della memoria che da 35 anni raccoglie, seleziona, cataloga e premia i diari delle “persone normali”. Uomini e donne, colti e semi-analfabeti, giovani o anziani: in questi diari ci sono storie che ci assomigliano perché hanno la forza della vita vissuta. La mostra prende le mosse da alcune di queste testimonianze, scelte tra quelle siciliane presenti nell’Archivio, e incrocia le loro parole e le loro storie con una preziosa selezione di dipinti delle collezioni artistiche della Fondazione Sicilia. Una mostra, dunque, che vuole attraversare metaforicamente la Sicilia in un doppio viaggio: pittorico e narrativo. Da una parte le testimonianze di siciliani del secolo scorso, molti dei quali emigranti, e dall’altra le opere di pittori come Guttuso, Catti, Marchesi. E così, per esempio, ad una tela di fine Ottocento che raffigura la Marina di Palermo, affiancheremo le parole e la vita di Calogero di Leo, nato a Lucca Sicula, nell’entroterra agrigentino, ed emigrato in America, terra che gli riserverà, sì, una biuriful laif, ma che gli regalerà pure numerose disavventure. La scelta dei dipinti ha privilegiato due filoni principali: la natura e le persone. Troviamo i paesaggi di Antonino Leto e le sagrestie di Salvatore Marchesi; le visioni di Guttuso e gli scorci agresti di Francesco Lojacono; le vedute di Francesco Zerilli e i cortei in nero di Pippo Rizzo. 

Taobuk 2019 – Arti visive

L’arte in tutte le sue sfaccettature: la storia della Sicilia, la grande fotografia letteraria e l’arte contemporanea nei luoghi più caratteristici di Taormina. 

A cura di Roberta Scorranese.

Roberta Scorranese è abruzzese di origine e milanese di adozione. Laureata  in Lettere, si è formata alla scuola di Giornalismo di Perugia. Oggi è giornalista del Corriere della Sera, dove lavora come vice caposervizio nella redazione Eventi Culturali.

Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 22.

La mostra verrà inaugurata nei locali di Palazzo Ciampoli, giorno 22 Giugno alle ore 11.

I Carabinieri nell’Arte al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri di ROMA

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La mostra –  organizzata dal Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. CA. Riccardo Amato ed il Direttore del Museo Storico dell’Arma, Gen. B. Franco Alessio Pischedda, con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – propone un percorso espositivo incentrato su differenti autori vari che, dalla seconda metà XIX e alla prima metà del XX secolo, sono stati affascinati dall’immaginario dei carabinieri.

In mostra sono, pertanto, presenti diverse opere di Pippo Rizzo che, a partire dagli anni Quaranta del ‘900, ha dedicato moltissimi lavori all’immagine degli uomini in divisa e specialmente ai carabinieri, di cui fu sempre molto affascinato.

Carabinieri Mostra

I CARABINIERI NELL’ARTE
27 febbraio – 20 marzo 2019

Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri
Piazza del Risorgimento, 46
00192 Roma

Orari di apertura:
dal martedì alla domenica
dalle 9:00 alle 13:00
Ingresso gratuito

Presentazione Libro Pippo Rizzo Dialoghi futuristi – 9 Febbraio 2019

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Il libro Pippo Rizzo. Dialoghi futuristi, edito da Glifo Edizioni, strettamente connesso all’omonima mostra svoltasi recentemente a Palermo presso la Fondazione Sicilia, offre una panoramica storico-critica approfondita sulla centralità di Rizzo nel dibattito culturale degli anni Venti in Sicilia e nel resto di Italia, sottolineando punti di contatto, scambi e ispirazioni con gli altri protagonisti del movimento futurista.

Oltre ai testi dei curatori, Giulia Gueci e Sergio Troisi, da anni studiosi di Pippo Rizzo, il libro raccoglie diversi saggi – realizzati appositamente per l’occasione – di critici e storici dell’arte esperti nel settore: Enrico Crispolti – recentemente scomparso – Eva di Stefano, Davide Lacagnina – membri del comitato dei garanti dell’Archivio Pippo Rizzo –, Antonella Purpura, Direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Palermo, e Federico Zanoner, responsabile dell’Archivio del ‘900 del Mart di Trento e Rovereto.

http://www.glifo.com/it/news/presentazione-del-catalogo-pippo-rizzo-dialoghi-futuristi-sabato-9-febbraio-2019-villa-zito-palermo

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Siamo infinitamente addolorati per la perdita, avvenuta ieri sera, 8 Dicembre 2018, a Roma, del Prof. Enrico Crispolti,
celeberrimo storico dell’arte, appassionato critico militante,
curatore dei cataloghi generali di molti dei più grandi artisti del
secondo Novecento (da Lucio Fontana a Renato Guttuso, da Enrico Baj
a Vittorio Corona) e colonna portante nello studio del Futurismo,
di cui ha curato mostre memorabili e scritto numerosissimi e
preziosi testi, non ultimo quello pubblicato nel libro dedicato al
‘nostro’ Pippo Rizzo (“Pippo Rizzo. Dialoghi futuristi”, G. Gueci,
S. Troisi, glifo edizioni). Il prof. Crispolti è stato presidente
del comitato dei garanti dell’Archivio Pippo Rizzo fin dalla sua
fondazione nel 2013, credendo nel progetto, sostenendolo e
stimolandolo con grande disponibilità e correttezza nel corso di
tutti questi anni. La sua presenza, costante e discreta, il suo
sguardo sempre acuto e veloce, i suoi consigli saggi e combattivi,
unitamente alla sua vastissima competenza e granitica
professionalità, hanno rappresentato per l’Archivio Pippo Rizzo un
supporto e un conforto insostituibile, di cui siamo infinitamente
grati. Ci mancheranno moltissimo le amabili conversazioni tra i
libri del suo archivo, le riflessioni, i suggerimenti, l’ironica
intelligenza e la determinazione instancabile che tanto ci hanno
ispirato in questi anni nella definizione del nostro stesso
archivio.

Con enorme stima. Archivio Pippo Rizzo.

IL MAESTRO E MARGHERITA – Marinetti, Sarfatti e il futurismo negli anni di regime – Rovereto e Milano 20/10/18 – 24/02/19

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A Rovereto e a Milano l’affascinante ritratto di una grande protagonista della scena culturale e politica del Novecento

Organizzata in sei sezioni tematiche, la mostra presenta cento capolavori di trenta grandi maestri come Boccioni, Bucci, Carrà, Casorati, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Morandi, Oppi, Rizzo, Rosso, Severini, Sironi, Wildt.

In particolare di Pippo Rizzo è esposto il quadro “Lampi” (1926)

Le due mostre, autonome e complementari, permettono di analizzare la complessa personalità di Sarfatti, con un affondo sull’arte degli anni Venti a Milano e una prospettiva sul ruolo di Margherita ambasciatrice dell’arte Italiana nel mondo.

Pippo Rizzo – DIALOGHI FUTURISTI 12 Luglio – 16 Settembre 2018 (prorogata al 7 Ottobre 2018)

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La mostra, a cura di Giulia Gueci (pronipote di Pippo Rizzo e storica dell’arte) e Sergio Troisi, con oltre 70 lavori tra dipinti, disegni, oggetti d’arte applicata, elementi d’arredo e documenti, si focalizza – attraverso la straordinaria attività di Pippo Rizzo – sull’esperienza del Movimento futurista in Sicilia, mettendone in evidenza la rete di relazioni, affinità elettive e scambi intellettuali tra Rizzo e gli altri artisti a lui contemporanei come Giovanni Varvaro e Vittorio Corona, ma anche Giacomo Balla e Fortunato Depero.

Asse portante dell’esposizione è la Casa d’Arte Pippo Rizzo che, sul modello di Balla e Depero, divenne a Palermo alla metà degli anni Venti fucina progettuale a 360°: laboratorio di idee e novità, dal quale venne fuori non soltanto un lessico pittorico moderno, ma anche una cospicua produzione di opere d’arte applicata, eterogenee e originali.

La mostra, nata in collaborazione con l’Archivio Pippo Rizzo, ha l’intento di creare un discorso unitario fra opere pittoriche, oggetti, fotografie e documenti per raccontare Rizzo artista, intellettuale e organizzatore culturale, ovvero il suo essere stato punto di riferimento importante per il dibattito culturale locale dell’epoca e significativo ponte di collegamento fra la Sicilia e il resto d’Italia.

POST ZANG TUMB TUUUM. ART LIFE POLITICS: ITALIA 1918–1943 18 febbraio – 25 giugno 2018

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POST ZANG TUMB TUUUM.
ART LIFE POLITICS: ITALIA 1918–1943
A cura di Germano Celant
18 febbraio  – 25 giugno 2018

La mostra esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali, partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, temporale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, nonché vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca.

Il focus su Pippo Rizzo parte da una splendida foto d’archivio in cui sono ritratte Maria Carramusa, moglie dell’artista, e la sua primogenita Elica nel salotto della “Casa d’arte Pippo Rizzo” a Palermo (1929 ca.) per esporre i mobili del salotto futurista e altrI elementi d’arredo come il tappeto “Fioritura di garofano” realizzati dall’artista negli anni Venti.

Per maggiori informazioni: fondazioneprada.org

IL RUGGITO DELLA VELOCITA’ 22 DICEMBRE 2017 – 28 GENNAIO 2018 (prorogata fino all’8 Aprile 2018) Palermo – Real Albergo dei Poveri

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“Il ruggito della velocità. Miti e modernità della Targa Florio motociclistica” è la mostra allestita negli spazi del settecentesco Real Albergo dei Poveri, voluta e promossa dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Cultura, storia, sport e territorio si incontrano lungo il percorso espositivo, in un dialogo tra passato e presente che vede insieme design, ingegneria, arti visive, cinema, editoria, memorie d’archivio.

Il progetto espositivo racconta il contesto socio-culturale che ha caratterizzato il nostro Paese agli inizi del secolo scorso, con particolare attenzione al progresso tecnologico e al culto della velocità, sono esposte opere di autori come Giacomo Balla, Mario Sironi, Fortunato Depero e Pippo Rizzo.

PALAZZO BRANCIFORTE – Autoritratti “paladini” (Laboratorio per famiglie) – 9 Settembre 2017

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Dopo una visita che mette in relazione le opere di Pippo Rizzo in
mostra che raffigurano i Paladini di Francia della collezione
di Pupi Siciliani di Giacomo Cuticchio per grandi e piccini,
in laboratorio sarà possibile creare uno speciale autoritratto, attraverso un collage
“polimaterico”, ispirato a quello in cui l’artista, appassionato
di tematiche legate alla tradizione dei Paladini, raffigura se stesso con un
elmo piumato, per creare uno speciale album di famiglie di Paladini

IL RITORNO IN ITALIA – SALVATORE FERRAGAMO E LA CULTURA VISIVA DEL NOVECENTO

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Nel 2017 ricorrono novant’anni dal ritorno di Salvatore Ferragamo in Italia, nel 1927, dopo dodici anni trascorsi negli Stati Uniti. In occasione di questo anniversario, il Museo Salvatore Ferragamo ha ideato un progetto espositivo che si apre a una panoramica sull’Italia degli anni venti, decennio al quale oggi guardiamo come una vera fucina di idee e di sperimentazioni condotte con mente aperta e scevra da pregiudizi o condizionamenti ideologici. Ferragamo scelse di stabilirsi a Firenze in virtù della sua riconosciuta centralità nella geografia del gusto e dello stile nazionali in un momento storico scandito da molti ritorni: ritorno all’ordine, al mestiere, alla grande tradizione nazionale. La mostra narra proprio di questo attraversamento nella cultura del tempo, sviluppandolo per capitoli come un romanzo di formazione. Fil rouge del percorso espositivo curato da Carlo Sisi è il viaggio in transatlantico che Ferragamo compie per tornare in Italia, inteso come metafora del suo itinerario mentale attraverso la cultura visiva dell’Italia degli anni venti, da cui estrae le tematiche e le opere che influenzarono, in maniera diretta o indiretta, la sua officina poetica; senza trascurare nessuno degli aspetti culturali e sociali che contraddistinsero la rinascita civile del primo dopoguerra, alla vigilia dell’autoritaria affermazione del regime fascista.

Depero in più di 100 opere, nella Villa dei Capolavori. A raccontare “un artista che seppe dispensare meraviglia”

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Dinamico, poliedrico, brillante. Dal 18 marzo al 2 luglio 2017 la Fondazione Magnani Rocca ospita una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo, presso Parma. Oltre cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari, per celebrare il geniale artefice di un’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, al teatro.

Venti futuristi – 14 aprile – 2 luglio 2017 – Palazzo del Duca, Senigallia (AN)

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Dal 14 aprile al 2 luglio 2017 il Palazzo del Duca di Senigallia presenta la mostra Venti futuristi che apre la nuova stagione espositiva del Comune di Senigallia. Attraverso oltre cinquanta opere tra cui dipinti, disegni, studi per abiti, incisioni, prove grafiche ed elementi legati all’arredo della casa, la mostra vuole accendere i riflettori sugli sviluppi che il Futurismo ha avuto nelle Marche a partire dal 1922.

Avanguardia Futurista

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Dal 10 marzo al 14 giugno nell’Ex Chiesa del Carmine di Taormina mostra sull’Avanguardia Futurista

TAORMINA– Dal 10 marzo al 14 giugno nell’Ex Chiesa del Carmine di Taormina mostra sull’Avanguardia Futurista con 70 opere uniche degli artisti:
Giacomo Balla, Gino Severini, Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Romolo Romani, Carlo Erba, Arnaldo Ginna, Carlo Carrà, Leonardo Dudreville, Mario Sironi, Arturo Ciacelli, Roberto Marcello Baldessari, Farfa, Ivo Pannaggi, Virgilio Marchi, Julius Evola, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Francesco Cangiullo, Benedetta, Fillia, Gerardo Dottori, Giulio D’Anna, Tullio Crali, Bruno Munari, Anton Giulio Bragaglia, Arturo Bragaglia, Alfredo Gauro Ambrosi, Tato, Elia Vottero, Angelo Rognoni, Riccardo Ricas e Filippo Tommaso Marinetti.

La mostra dal titolo “Il Futuro sopravvenuto – Arte-azione, comunicazione e post-umano nel Futurismo”, curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta in collaborazione con Serena Dell’Aira, patrocinata dal Comune di Taormina e voluta fortemente dall’Assessore alla Cultura Mario D’Agostino, espone 70 opere molto importanti della collezione Futur-Ism, dalla Collezione Ventura, dalla Collezione Trust Aletta, Fondazione Cirulli, Fondazione Julius Evola, Collezione Edoardo Bosi, Collezione Luce Marinetti alcune delle quali esposte nelle mostre storiche organizzate dal movimento futurista in grandi rassegne internazionali dell’epoca, come la Biennale di Venezia del 1930 e, dopo lo scioglimento del movimento nel 1944, in alcuni tra i piuÌ prestigiosi musei del mondo, come il Centre Pompidou e il Museìe d’Orsay di Parigi o il Guggenheim Museum di New York.

L’importante “Complesso plastico colorato di frastuono + Velocità” di Giacomo Balla, opera riprodotta anche nel Manifesto “ricostruzione dell’universo” del 1915 costituisce il nucleo principale della mostra. Verranno esposti manifesti, prime edizioni firmate del manifesto futuristi di Marinetti, abiti futuristi e un’installazione sonora con l’intona rumori di Russolo, nella cripta dell’ex chiesa, collana “Futurismo, antologia di rumori futuri” di Antonio Latanza Ie Daniele Lombardi.

Dal Futurismo al ritorno all’ordine

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Un percorso espositivo che esplora il decennio 1910–1920 attraverso 72 opere. Dieci anni che raccontano i vari movimenti pittorici, scultorei e figurativi dell’Italia in quegli anni fondamentali. Come spiega il responsabile delle collezioni, Luca Mana, si inizia con il Futurismo milanese, si passa al Cubo Futurismo fiorentino, al Futurismo Analogico romano, per poi passare al gruppo Nuove tendenze e ai pittori di Ca’ Pesaro a Venezia, il realismo magico e infine il ritorno all’ordine a partire dal 1915.

Welcome to the Estorick Collection

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Estorick Collection of Modern Italian Art

39a, Canonbury Square, N1 2AN. Londra

Dal 5 aprile al 25 giugno 2017

La Collezione Biagiotti alla Estorick Collection di Londra.Omaggio a Balla e alla moda futurista.

La prima esposizione del nuovo millennio che Londra dedica al genio futurista.
Sono in tutto 116 i pezzi scelti dalla collezione della stilista romana, e a curare l’allestimento sarà Fabio Benzi, Direttore Scientifico della Fondazione Biagiotti Cigna. Il percorso dell’artista viene illustrato nella sua interezza, a cominciare da 36 significativi dipinti a olio, tempera e pastello: da Autospalla (1903) a Donna a Villa Borghese (1906), dai ritratti di Egle Casarini e di Grethel Löwenstein (1911), capolavori della fase divisionista, al Ritratto di Tolstoij (1911) del periodo pre-futurista.
E ancora, tra esaltazione della velocità, sintesi geometrica, vorticismo e riduzione dell’immagine a puro sistema di movimento, spiccano due importanti Compenetrazioni iridescenti (1913), Vortice + Paesaggio, dello stesso anno, e poi Dinamismo atmosferico (1922-25 c.), Futurpesci (1924) e Vaprofumo (1926), tipiche del suo Futurismo più maturo. Infine, una selezione di pezzi che raccontano il ritorno alla figurazione, come Autoritratto (Autobalsettanta) del 1946.

Villa Zito

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Volete avere un esempio di scrigno d’arte?
Ebbene, la risposta è presto data: Villa Zito, che da pochi mesi mostra i suoi tesori in una nuova veste.
I lavori di restauro dell’intero edificio, infatti, hanno messo in risalto le sale espositive in stile neoclassico, distribuite su tre piani, e dato luce a un articolato percorso museografico.
Vi si possono ammirare le collezioni pittoriche e grafiche della Fondazione Sicilia, frutto, maturato nel tempo, del recupero dei beni artistici dell’antico Banco di Sicilia, del patrimonio dell’ex Cassa di Risparmio “Vittorio Emanuele” e di successive donazioni private.
Un viaggio attraverso il tempo e gli stili artistici, dal Seicento ai giorni nostri: Preti, Lojacono, Leto, Catti, De Maria Bergler, Sironi, De Pisis.

Orari della visita:
venerdì dalle 10 alle 13.30
sabato e domenica dalle 16 alle 19.30 (esclusi sabato 1 e domenica 2)
domenica 9 dalle 10 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.30.

Durata della visita guidata : 45 minuti con partenza ogni 30 minuti

Note: Accessibile ai disabili

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