
La mostra, promossa dal Ministero della Cultura e curata da Edith Gabrielli, direttrice del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, ripercorre oltre un secolo e mezzo di storia italiana attraverso il prisma del trasporto ferroviario, simbolo dell’unità nazionale, del progresso tecnologico e dell’evoluzione sociale del Paese.

Pippo Rizzo, Treno notturno in corsa, 1926
Il percorso espositivo, articolato in quattro grandi sezioni cronologiche (1861–1904, 1905–1944, 1945–1984, 1985–2025), documenta l’impatto delle ferrovie sull’immaginario collettivo e sul paesaggio italiano, con opere d’arte, fotografie, filmati d’epoca, modelli e materiali d’archivio provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.
All’interno di questo ampio racconto, l’opera di Pippo Rizzo, Il treno notturno in corsa, si inserisce come una delle testimonianze più significative del rapporto tra arte e modernità nel periodo futurista, restituendo in pittura l’energia, la velocità e la tensione dinamica che il movimento del treno rappresentava per gli artisti del primo Novecento.
La presenza di quest’opera nella rassegna costituisce un riconoscimento importante della ricerca di Rizzo e del suo contributo alla rappresentazione del progresso tecnico come motore poetico e simbolico della modernità.
