Pippo Rizzo – DIALOGHI FUTURISTI 12 Luglio – 16 Settembre 2018 (prorogata al 7 Ottobre 2018)

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La mostra, a cura di Giulia Gueci (pronipote di Pippo Rizzo e storica dell’arte) e Sergio Troisi, con oltre 70 lavori tra dipinti, disegni, oggetti d’arte applicata, elementi d’arredo e documenti, si focalizza – attraverso la straordinaria attività di Pippo Rizzo – sull’esperienza del Movimento futurista in Sicilia, mettendone in evidenza la rete di relazioni, affinità elettive e scambi intellettuali tra Rizzo e gli altri artisti a lui contemporanei come Giovanni Varvaro e Vittorio Corona, ma anche Giacomo Balla e Fortunato Depero.

Asse portante dell’esposizione è la Casa d’Arte Pippo Rizzo che, sul modello di Balla e Depero, divenne a Palermo alla metà degli anni Venti fucina progettuale a 360°: laboratorio di idee e novità, dal quale venne fuori non soltanto un lessico pittorico moderno, ma anche una cospicua produzione di opere d’arte applicata, eterogenee e originali.

La mostra, nata in collaborazione con l’Archivio Pippo Rizzo, ha l’intento di creare un discorso unitario fra opere pittoriche, oggetti, fotografie e documenti per raccontare Rizzo artista, intellettuale e organizzatore culturale, ovvero il suo essere stato punto di riferimento importante per il dibattito culturale locale dell’epoca e significativo ponte di collegamento fra la Sicilia e il resto d’Italia.

POST ZANG TUMB TUUUM. ART LIFE POLITICS: ITALIA 1918–1943 18 febbraio – 25 giugno 2018

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POST ZANG TUMB TUUUM.
ART LIFE POLITICS: ITALIA 1918–1943
A cura di Germano Celant
18 febbraio  – 25 giugno 2018

La mostra esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali, partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, temporale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, nonché vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca.

Il focus su Pippo Rizzo parte da una splendida foto d’archivio in cui sono ritratte Maria Carramusa, moglie dell’artista, e la sua primogenita Elica nel salotto della “Casa d’arte Pippo Rizzo” a Palermo (1929 ca.) per esporre i mobili del salotto futurista e altrI elementi d’arredo come il tappeto “Fioritura di garofano” realizzati dall’artista negli anni Venti.

Per maggiori informazioni: fondazioneprada.org

IL RUGGITO DELLA VELOCITA’ 22 DICEMBRE 2017 – 28 GENNAIO 2018 (prorogata fino all’8 Aprile 2018) Palermo – Real Albergo dei Poveri

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“Il ruggito della velocità. Miti e modernità della Targa Florio motociclistica” è la mostra allestita negli spazi del settecentesco Real Albergo dei Poveri, voluta e promossa dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Cultura, storia, sport e territorio si incontrano lungo il percorso espositivo, in un dialogo tra passato e presente che vede insieme design, ingegneria, arti visive, cinema, editoria, memorie d’archivio.

Il progetto espositivo racconta il contesto socio-culturale che ha caratterizzato il nostro Paese agli inizi del secolo scorso, con particolare attenzione al progresso tecnologico e al culto della velocità, sono esposte opere di autori come Giacomo Balla, Mario Sironi, Fortunato Depero e Pippo Rizzo.

PALAZZO BRANCIFORTE – Autoritratti “paladini” (Laboratorio per famiglie) – 9 Settembre 2017

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Dopo una visita che mette in relazione le opere di Pippo Rizzo in
mostra che raffigurano i Paladini di Francia della collezione
di Pupi Siciliani di Giacomo Cuticchio per grandi e piccini,
in laboratorio sarà possibile creare uno speciale autoritratto, attraverso un collage
“polimaterico”, ispirato a quello in cui l’artista, appassionato
di tematiche legate alla tradizione dei Paladini, raffigura se stesso con un
elmo piumato, per creare uno speciale album di famiglie di Paladini

IL RITORNO IN ITALIA – SALVATORE FERRAGAMO E LA CULTURA VISIVA DEL NOVECENTO

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Nel 2017 ricorrono novant’anni dal ritorno di Salvatore Ferragamo in Italia, nel 1927, dopo dodici anni trascorsi negli Stati Uniti. In occasione di questo anniversario, il Museo Salvatore Ferragamo ha ideato un progetto espositivo che si apre a una panoramica sull’Italia degli anni venti, decennio al quale oggi guardiamo come una vera fucina di idee e di sperimentazioni condotte con mente aperta e scevra da pregiudizi o condizionamenti ideologici. Ferragamo scelse di stabilirsi a Firenze in virtù della sua riconosciuta centralità nella geografia del gusto e dello stile nazionali in un momento storico scandito da molti ritorni: ritorno all’ordine, al mestiere, alla grande tradizione nazionale. La mostra narra proprio di questo attraversamento nella cultura del tempo, sviluppandolo per capitoli come un romanzo di formazione. Fil rouge del percorso espositivo curato da Carlo Sisi è il viaggio in transatlantico che Ferragamo compie per tornare in Italia, inteso come metafora del suo itinerario mentale attraverso la cultura visiva dell’Italia degli anni venti, da cui estrae le tematiche e le opere che influenzarono, in maniera diretta o indiretta, la sua officina poetica; senza trascurare nessuno degli aspetti culturali e sociali che contraddistinsero la rinascita civile del primo dopoguerra, alla vigilia dell’autoritaria affermazione del regime fascista.

Depero in più di 100 opere, nella Villa dei Capolavori. A raccontare “un artista che seppe dispensare meraviglia”

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Dinamico, poliedrico, brillante. Dal 18 marzo al 2 luglio 2017 la Fondazione Magnani Rocca ospita una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo, presso Parma. Oltre cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari, per celebrare il geniale artefice di un’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, al teatro.

Venti futuristi – 14 aprile – 2 luglio 2017 – Palazzo del Duca, Senigallia (AN)

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Dal 14 aprile al 2 luglio 2017 il Palazzo del Duca di Senigallia presenta la mostra Venti futuristi che apre la nuova stagione espositiva del Comune di Senigallia. Attraverso oltre cinquanta opere tra cui dipinti, disegni, studi per abiti, incisioni, prove grafiche ed elementi legati all’arredo della casa, la mostra vuole accendere i riflettori sugli sviluppi che il Futurismo ha avuto nelle Marche a partire dal 1922.

Avanguardia Futurista

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Dal 10 marzo al 14 giugno nell’Ex Chiesa del Carmine di Taormina mostra sull’Avanguardia Futurista

TAORMINA– Dal 10 marzo al 14 giugno nell’Ex Chiesa del Carmine di Taormina mostra sull’Avanguardia Futurista con 70 opere uniche degli artisti:
Giacomo Balla, Gino Severini, Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Romolo Romani, Carlo Erba, Arnaldo Ginna, Carlo Carrà, Leonardo Dudreville, Mario Sironi, Arturo Ciacelli, Roberto Marcello Baldessari, Farfa, Ivo Pannaggi, Virgilio Marchi, Julius Evola, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Francesco Cangiullo, Benedetta, Fillia, Gerardo Dottori, Giulio D’Anna, Tullio Crali, Bruno Munari, Anton Giulio Bragaglia, Arturo Bragaglia, Alfredo Gauro Ambrosi, Tato, Elia Vottero, Angelo Rognoni, Riccardo Ricas e Filippo Tommaso Marinetti.

La mostra dal titolo “Il Futuro sopravvenuto – Arte-azione, comunicazione e post-umano nel Futurismo”, curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta in collaborazione con Serena Dell’Aira, patrocinata dal Comune di Taormina e voluta fortemente dall’Assessore alla Cultura Mario D’Agostino, espone 70 opere molto importanti della collezione Futur-Ism, dalla Collezione Ventura, dalla Collezione Trust Aletta, Fondazione Cirulli, Fondazione Julius Evola, Collezione Edoardo Bosi, Collezione Luce Marinetti alcune delle quali esposte nelle mostre storiche organizzate dal movimento futurista in grandi rassegne internazionali dell’epoca, come la Biennale di Venezia del 1930 e, dopo lo scioglimento del movimento nel 1944, in alcuni tra i piuÌ prestigiosi musei del mondo, come il Centre Pompidou e il Museìe d’Orsay di Parigi o il Guggenheim Museum di New York.

L’importante “Complesso plastico colorato di frastuono + Velocità” di Giacomo Balla, opera riprodotta anche nel Manifesto “ricostruzione dell’universo” del 1915 costituisce il nucleo principale della mostra. Verranno esposti manifesti, prime edizioni firmate del manifesto futuristi di Marinetti, abiti futuristi e un’installazione sonora con l’intona rumori di Russolo, nella cripta dell’ex chiesa, collana “Futurismo, antologia di rumori futuri” di Antonio Latanza Ie Daniele Lombardi.

Dal Futurismo al ritorno all’ordine

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Un percorso espositivo che esplora il decennio 1910–1920 attraverso 72 opere. Dieci anni che raccontano i vari movimenti pittorici, scultorei e figurativi dell’Italia in quegli anni fondamentali. Come spiega il responsabile delle collezioni, Luca Mana, si inizia con il Futurismo milanese, si passa al Cubo Futurismo fiorentino, al Futurismo Analogico romano, per poi passare al gruppo Nuove tendenze e ai pittori di Ca’ Pesaro a Venezia, il realismo magico e infine il ritorno all’ordine a partire dal 1915.

Welcome to the Estorick Collection

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Estorick Collection of Modern Italian Art

39a, Canonbury Square, N1 2AN. Londra

Dal 5 aprile al 25 giugno 2017

La Collezione Biagiotti alla Estorick Collection di Londra.Omaggio a Balla e alla moda futurista.

La prima esposizione del nuovo millennio che Londra dedica al genio futurista.
Sono in tutto 116 i pezzi scelti dalla collezione della stilista romana, e a curare l’allestimento sarà Fabio Benzi, Direttore Scientifico della Fondazione Biagiotti Cigna. Il percorso dell’artista viene illustrato nella sua interezza, a cominciare da 36 significativi dipinti a olio, tempera e pastello: da Autospalla (1903) a Donna a Villa Borghese (1906), dai ritratti di Egle Casarini e di Grethel Löwenstein (1911), capolavori della fase divisionista, al Ritratto di Tolstoij (1911) del periodo pre-futurista.
E ancora, tra esaltazione della velocità, sintesi geometrica, vorticismo e riduzione dell’immagine a puro sistema di movimento, spiccano due importanti Compenetrazioni iridescenti (1913), Vortice + Paesaggio, dello stesso anno, e poi Dinamismo atmosferico (1922-25 c.), Futurpesci (1924) e Vaprofumo (1926), tipiche del suo Futurismo più maturo. Infine, una selezione di pezzi che raccontano il ritorno alla figurazione, come Autoritratto (Autobalsettanta) del 1946.

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